Nuovi – ma insufficienti – limiti per le emissioni delle auto

Le nuove soglie massime approvate dagli stati membri sono ambiziose, ma non bastano per contrastare in modo efficace il riscaldamento globale in atto.

Immagine: domdomegg/Wikimedia

A seguito della pubblicazione di un allarmante rapporto del gruppo intergovernativo dell’ONU sul cambiamento climatico (IPCC), che parla della possibile “catastrofe climatica” che si verificherà se non verranno adottate “misure senza precedenti”, gli stati membri dell’Unione europea hanno deciso, lo scorso 8 ottobre, di ridurre del 35% entro il 2030 le emissioni di CO2 delle auto di nuova immatricolazione, abbassando ulteriormente l’obiettivo di 95 gr/km già fissato per il 2021.  

Il nuovo obiettivo è stato stabilito dopo una riunione fiume di 13 ore dei ministri dell’ambiente in Lussemburgo, ed è un compromesso fra la volontà del Parlamento europeo (-40 per cento), le raccomandazioni della Commissione (-30 per cento), e le richieste delle case automobilistiche, che hanno definito i nuovi limiti "estremamente aggressivi" e "una minaccia per i 3,4 milioni di posti di lavoro dell’industria dell’auto in Europa”, come scrive Deutsche Welle. La Germania, il paese che ha l’industria automobilistica più grande d’Europa, appoggiava la proposta della Commissione.

Tuttavia, anche considerando il nuovo limite, la decisione europea è ancora lontana dagli obiettivi dell’accordo di Parigi del 2015 , in base al quale l’Ue si è proposta di arrivare entro il 2030 a ridurre le emissioni di gas serra del 40 per cento rispetto ai livelli del 1990.

Durante l’incontro del 9 ottobre scorso i ministri hanno anche concordato la posizione dell’Ue per la COP24, il vertice delle Nazioni Unite sul clima che si terrà a Katowice (Polonia) a dicembre.

Martedì, 16 Ottobre 2018

Testata/e:

VoxEurop
EUobserver

Traduzione di:

L. Bortoluzzi | VoxEurop
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