Come funziona la più grande macchina di ridistribuzione europea

È la voce più importante del bilancio: ogni anno l'Ue distribuisce 58 miliardi di euro di sovvenzioni ai suoi agricoltori. Come funzionano questi fondi e perché sono così controversi?

Foto: W. Carter - Own work, CC0

Le sovvenzioni agricole rappresentano la voce più cospicua del bilancio dell'Ue: l’Unione distribuisce in media 58 miliardi di euro all'anno ai suoi agricoltori, alle associazioni dei produttori, ma anche alle autorità e alle istituzioni pubbliche. Questi pagamenti costituiscono il 39 per cento del bilancio totale dell'Ue.

Le sovvenzioni hanno tra gli altri scopi quello di mantenere stabili i prezzi dei prodotti alimentari in Europa e di garantire la sicurezza finanziaria degli agricoltori. Sono anche destinati a promuovere la protezione degli animali e delle piante e a sostenere le zone rurali.

Le sovvenzioni sono suddivise in due fondi di finanziamento:

  • Il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) mette a disposizione 45 miliardi di euro all'anno. I soldi vanno principalmente a beneficio degli agricoltori e delle imprese. Quanto ricevono dipende in gran parte dalle dimensioni della superficie che coltivano. Il pagamento è soggetto al rispetto di alcune norme minime, ad esempio in materia di ambiente e benessere degli animali.
  • Il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) mette a disposizione 14 miliardi di euro all'anno. Il denaro è destinato principalmente alla protezione dell'ambiente, del clima e degli animali, nonché allo sviluppo rurale. Anche l'agricoltura biologica riceve da questo fondo un sostegno supplementare. Inoltre, vengono sostenute misure infrastrutturali quali l'espansione della banda larga; gli uffici governativi ricevono in questo modo soldi dal FEASR.

I critici denunciano il fatto che il fondo di garanzia ricompensa in primo luogo la quantità e la superficie del terreno. Pure il cosiddetto premio per la ridistribuzione, che proviene dal Fondo di sostegno FEAGA ed è destinato a sostenere piccole e medie imprese, mediante un pagamento supplementare per i primi ettari di proprietà, va in realtà a vantaggio delle grandi aziende. I critici chiedono che l'Unione europea distribuisca le sovvenzioni in base alle modalità di lavoro degli agricoltori, al tipo di colture e al sistema di allevamento degli animali.

Molti agricoltori rifiutano il termine "sovvenzioni". Preferiscono parlare di pagamenti compensativi e fanno riferimento alla concorrenza di aziende agricole gigantesche negli Stati Uniti o in Canada, dove la produzione su vaste aree e in condizioni più favorevoli è più economica. I critici considerano anche le sovvenzioni come uno strumento che consente agli agricoltori europei di esportare generi alimentari a basso costo verso i paesi africani e asiatici, distruggendo in tal modo i piccoli agricoltori locali.

Dove vanno a finire i soldi?

La Francia è il principale beneficiario delle sovvenzioni agricole europee. Nel 2016 sono stati destinati a beneficiari francesi oltre sette miliardi di euro del Fondo di garanzia FEAGA. Seguono Spagna e Germania con più di cinque miliardi ciascuna, l'Italia con più di quattro miliardi e Polonia e Gran Bretagna con più di tre.

Dal piccolo Fondo di sviluppo del FEASR è andato nel 2016 più di un miliardo di euro ciascuna a Germania, Romania e Polonia e più di 900 milioni di euro all'Italia e alla Spagna.

Trasparenza con insidie

È difficile tracciare un quadro completo di quali agricoltori, imprese e autorità ricevano sovvenzioni: i destinatari non vengono censiti in un registro centrale europeo. Ciascuno dei 28 paesi dell'UE fornisce invece una propria banca dati nazionale.

Attualmente è in discussione il bilancio dell'UE per il periodo dal 2021 al 2027. La Commissione europea ha proposto di ridurre le sovvenzioni agricole, ma ciò ha già suscitato una forte resistenza, soprattutto in Francia, un paese che ne beneficia in modo particolare. Il ministero francese dell'Agricoltura ha annunciato che non è disposto ad accettare una riduzione degli stanziamenti per gli agricoltori.

Martedì, 05 Giugno 2018

Testata/e:

Spiegel Online

Traduzione di:

Claudia Meli | Vox Europ
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