Slovenia, verso un futuro di siccità e alluvioni

Nei prossimi anni i cittadini sloveni sperimenteranno diversi effetti del cambiamento climatico, tra cui ondate di calore, inverni senza neve, siccità, alluvioni e altri eventi climatici estremi.

Slovenia - Janez Zalaznik/Shutterstock

Stando ai dati dell’Agenzia per l’ambiente della Slovenia (ARSO), dal 1961 in Slovenia la temperatura media si è innalzata di 2°C. Questo cambiamento è ben più complesso di quanto possa sembrare, in quanto comporta numerose conseguenze negative che si faranno sentire in tutto il paese, tra cui l’aumento dei periodi di siccità, seguiti da inondazioni, inverni piovosi senza neve, ondate di calore, che porteranno inevitabilmente ad un aumento del tasso di mortalità nelle fasce più vulnerabili della popolazione, come gli anziani e i malati. Degli effetti dell’aumento della temperatura e di altre problematiche collegate ai cambiamenti climatici abbiamo parlato con Mojca Dolinar, responsabile dell’analisi del clima presso l’Agenzia per l’ambiente della Slovenia.

In Slovenia lo scorso settembre è stato piacevolmente caldo e l’aumento della temperatura media probabilmente viene percepito da molti come una cosa positiva. Le persone prenderebbero più seriamente gli avvertimenti sulle conseguenze dei cambiamenti climatici se fossimo di fronte a una nuova era glaciale?

Tra le conseguenze dei cambiamenti climatici possiamo annoverare anche l’abbassamento della temperatura. La corrente del Golfo è responsabile di un potente trasferimento di energia dall’Equatore verso il Polo nord. I modelli climatici indicano che un eventuale blocco della corrente del Golfo, a causa delle variazioni di salinità e temperatura dell’acqua di mare, avrebbe provocato un notevole abbassamento delle temperature nell’Europa atlantica e settentrionale. Per quanto possa suonare ironico, il riscaldamento globale potrebbe portare una nuova era glaciale in una parte dell’Europa.

Non è facile spiegare gli effetti dei cambiamenti climatici, perché il sistema climatico è molto complesso e le conseguenze del riscaldamento globale non sono uguali ovunque. Alcune regioni continueranno a riscaldarsi, altre si raffredderanno. In alcune aree le precipitazioni diminuiranno, in altre aumenteranno. Se oggi la temperatura massima registrata è stata di 27°C invece dei 25 previsti, non cambia molto. Ma se la temperatura media annuale aumenta di 2°C, questo è un grande cambiamento.

Ci può spiegare meglio questo punto?

Stando alle nostre misurazioni, dal 1961 in Slovenia la temperatura media si è innalzata di 2°C, passando da 10°C a 12°C. La Slovenia si sta scaldando più velocemente della media globale, dato che nello stesso periodo la temperatura media globale è aumentata di 1°C. Tuttavia, l’aumento della temperatura media di 2°C non significa la stessa cosa per Lubiana e per il goriziano, perché si tratta di due aree molto diverse tra loro.

Probabilmente ciò non significa che il clima a Lubiana, situata nell’entroterra, diventerà più piacevole, simile a quello sul litorale sloveno?

Purtroppo no. L’aumento della temperatura di 2°C comporta notevoli cambiamenti nel regime delle precipitazioni. In alcune zone le precipitazioni diminuiranno, in altre aumenteranno. Le aree poco piovose in futuro diventeranno ancora più aride. I modelli climatici indicano inoltre che, a causa dell’aumento della temperatura, i fenomeni naturali estremi diventeranno sempre più intensi: forti precipitazioni e inondazioni, siccità, uragani, e in Slovenia soprattutto temporali, ondate di calore, grandinate. Certo, eventi naturali estremi si verificavano anche in passato, ben prima dell’intensificarsi dell’effetto serra. Tuttavia, a causa dell’aumento della temperatura e dell’energia presente nell’atmosfera, gli eventi naturali estremi diventano sempre più intensi e frequenti.

Perché l’aumento della temperatura provoca l’intensificarsi degli eventi climatici estremi?

L’aria calda può contenere più vapore acqueo dell’aria fredda. Questo significa che nell’atmosfera deve evaporare maggiore quantità di acqua affinché il vapore cominci a condensare, dando origine alle precipitazioni. Di conseguenza, l’intervallo temporale tra una perturbazione e l’altra si allunga e le precipitazioni diventano più intense. I lunghi intervalli di tempo tra una precipitazione e l’altra possono provocare siccità, alla quale spesso seguono forti inondazioni. Inoltre, possiamo aspettarci notevoli cambiamenti nell’andamento delle precipitazioni annue. Tutti gli scenari climatici prevedono per la Slovenia un aumento delle precipitazioni durante i mesi invernali.

Ma questo non significa che nevicherà di più?

No, a causa dell’aumento della temperatura tenderà a prevalere la pioggia. La superficie coperta dalla neve si è drasticamente ridotta rispetto agli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Nevica molto di meno, soprattutto a quote di media montagna, e questo trend è destinato a proseguire. Assisteremo sempre più spesso a una situazione in cui, in un breve lasso di tempo, cadrà una grande quantità di neve e in pochi giorni si scioglierà tutta.

Cattive notizie per il turismo invernale?

Non solo per il turismo invernale. Oggi sulle nostre montagne la neve permane fino alla primavera, o fino all’inizio dell’estate, prima di iniziare a sciogliersi, ed è un’importante fonte d’acqua per i nostri fiumi. In futuro gli inverni diventeranno sempre più piovosi, per cui dovremo in qualche modo recuperare l’acqua piovana per poter usarla nei mesi successivi, ad esempio per la produzione dell’energia idroelettrica e per l’irrigazione.

Gli esperti spesso mettono in guardia dall’aumento delle malattie, come uno degli effetti del riscaldamento globale. Anche la nostra regione è esposta a questo rischio?

Diversi studi hanno dimostrato che il cambiamento climatico ha fatto riemergere certe malattie infettive che erano state debellate. La malaria, ad esempio, è ricomparsa anche nei paesi nordici, mentre da noi è arrivato il virus del Nilo Occidentale. In condizioni climatiche favorevoli aumenta il numero di generazioni che gli insetti possono compiere all’anno. Le conseguenze dell’aumento della temperatura si faranno sentire soprattutto durante l’estate.

Perché?

Ricorda lo scorso aprile? Nel mese di aprile la temperatura media è stata di quasi 4°C superiore alla media storica, e per noi è stata una cosa piacevole. Ma se questo dovesse accadere nel mese di luglio, ovvero se la temperatura media durante l’estate dovesse aumentare di 4°C, sarebbe una cosa molto difficile da sopportare, perché non siamo abituati al caldo estremo. Tutti i modelli climatici prevedono entro il 2050 un aumento di frequenza e intensità delle ondate di calore.

Le ondate di calore saranno più intense nei centri urbani?

Dal 1961 ad oggi, a Lubiana la temperatura media si è innalzata di circa mezzo grado, raggiungendo la temperatura media a livello nazionale. Questo aumento è dovuto alle caratteristiche della città. In parole povere, ciò che incide maggiormente sull’aumento della temperatura nei centri urbani sono l’edilizia e le infrastrutture. L’atmosfera assorbe poca radiazione solare, permettendo alla luce del sole di raggiungere la terra. Le superfici bianche rimandano indietro gran parte della luce, mentre le superfici scure assorbono la luce e la irradiano, ma con diversa lunghezza d’onda, e poi l’atmosfera la reirradia sotto forma di calore. Tale trasformazione dell’energia avviene più spesso nelle città, dove ci sono molte superfici scure, come l’asfalto, il calcestruzzo, le lamiere delle auto. Questi materiali assorbono più calore rispetto alla vegetazione e lo conservano a lungo – motivo per cui nelle città anche le notti sono spesso calde – , contribuendo all’aumento del carico di calore nelle città.

E di conseguenza, si ricorre sempre più spesso all’utilizzo dei climatizzatori?

È quasi impossibile immaginare la vita nella città senza impianti di regolazione della temperatura ambiente. Alcuni studi hanno dimostrato che spesso consumiamo più energia per raffreddare gli ambienti che per scaldarli. I climatizzatori sono problematici perché trasportano il calore da uno spazio chiuso all’ambiente esterno e riscaldano l’atmosfera, contribuendo in tal modo all’aumento della temperatura nella città.

Tuttavia, l’andamento della temperatura in contesti urbani dipende anche da altri fattori. Prendiamo l’esempio di Lubiana, che è situata in una valle, e questo incide notevolmente sul microclima urbano. Nelle valli vi è una scarsa circolazione d’aria e, di conseguenza, la temperatura è più alta. Tuttavia, se osserviamo l’andamento della temperatura media annua, vediamo che negli anni Settanta a Lubiana gli autunni e gli inverni erano più freddi rispetto ai decenni precedenti. Negli anni Ottanta le temperature hanno cominciato ad aumentare in maniera significativa. Perché, secondo lei?

Forse a causa dell’inquinamento? Abbiamo notato questo cambiamento durante la nostra ricerca. L’analisi di EdjNet ha dimostrato che, nel periodo in questione, a Lubiana si è verificato un abbassamento della temperatura.

A causa di un inquinamento molto specifico. Negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso ovunque nel mondo si avvertivano le conseguenze dell’accelerazione dello sviluppo industriale, che all’epoca era molto sporco. Le industrie rilasciavano nell’aria grandi quantità di agenti inquinanti. Intorno ad esse si formava la nebbia, che è importante in termini di bilancio energetico, perché funge da scudo ai raggi solari. Maggiore concentrazione di polveri sottili nell’aria significa maggiore probabilità che si formi la nebbia in condizioni di scarsa umidità, soprattutto nelle valli. Gli ossidi di zolfo si presentano sotto forma di cristallo e riflettono maggiormente la luce del sole. A Lubiana in quel periodo era molto frequente sia la nebbia che l’alta concentrazione di aerosol nell’aria, e questo ha determinato un abbassamento della temperatura. Lo stesso scenario si è verificato anche in molte altre città del mondo ed è per questo che alcuni scienziati mettevano in guardia dall’arrivo di una nuova era glaciale. Tuttavia, negli anni Ottanta l’inquinamento da ossidi di zolfo è diminuito e le temperature hanno iniziato ad aumentare. Oggi quel periodo è conosciuto come epoca di raffreddamento globale.

Tali esempi vengono spesso citati dai negazionisti del cambiamento climatico che cercano di sminuire l’impatto antropico sull’ambiente, sostenendo che il riscaldamento globale sia dovuto alle fluttuazioni naturali del sistema climatico che avvengono indipendente dall’attività umana…

Il sistema climatico è molto complesso e chiunque può citare certi periodi storici, eventi climatici o fenomeni naturali come esempi che presumibilmente dimostrano l’infondatezza dell’allarme sull’effetto serra e delle azioni volte a ridurre le emissioni di gas serra. Abbiamo già sperimentato numerosi eventi climatici estremi. Anche in passato si sono verificati numerosi esempi di inverni miti in aree caratterizzate da un clima rigido. È chiaro che l’aumento della temperatura media globale non significa necessariamente che ogni estate sarà più calda della precedente. Tuttavia, nel XXI secolo le estati sono spesso più calde, o estremamente più calde del normale, con temperature al di sopra della normale variabilità climatica. L’aumento della temperatura ha superato i valori previsti dai modelli climatici, che non prendono in considerazione le emissioni di gas serra causate dall’uomo. Anche la frequenza e l’intensità con cui si verificano gli eventi climatici estremi non possono essere spiegate soltanto con i cicli naturali.

Le emissioni di gas serra da parte dell’uomo rappresentano un fattore importante del sistema climatico e incidono in diversi modi sui cambiamenti climatici. Prima ho menzionato l’impatto della temperatura e della salinità dell’acqua del mare sulla corrente del Golfo. Un altro fattore importante è il ghiaccio.

Il ghiaccio?

Il ghiaccio è un elemento molto importante che incide notevolmente sul bilancio energetico del pianeta. La copertura di ghiaccio nell’Artico e in Groenlandia si sta sciogliendo molto velocemente. Il ghiaccio riflette grande quantità di luce ricevuta dal sole che non viene trasformata in calore. Se il ghiaccio dovesse scomparire rimarrebbe una superficie scura, in grado di assorbire la luce, simile all’asfalto che conserva a lungo il calore. Lo scioglimento dei ghiacciai accelera il riscaldamento globale. Lo stesso vale per lo scioglimento del ghiaccio marino, perché l’acqua mantiene il calore più a lungo. Fino ad oggi sono stati individuati numerosi meccanismi di questo tipo che rafforzano l’effetto serra.

Quali fattori si devono prendere in considerazione nell’elaborazione di modelli climatici e nella costruzione di scenari di cambiamenti climatici?

Con i modelli del cambiamento climatico cerchiamo di prevedere vari scenari per il XXI secolo, compresi lo scioglimento dei ghiacciai, le risposte ecologiche degli oceani, i cambiamenti della vegetazione, il contributo di attività antropiche alle emissioni di CO2 e diversi fattori dello sviluppo socio-economico. Dobbiamo essere consapevoli che il sistema climatico ha la memoria lunga. I gas serra – i principali responsabili dei cambiamenti climatici – hanno una lunga vita, sopravvivono nell’atmosfera da 50 a 200 anni. Tutti i gas prodotti dalla rivoluzione industriale in poi sono ancora oggi accumulati nell’atmosfera, il che significa che gli attuali gas serra incideranno sul clima per molto tempo, anche se tutte le emissioni cessassero domani.

Queste considerazioni suggeriscono che non c’è più nulla da fare. Eppure, negli ultimi anni molte organizzazioni ambientaliste hanno completamente cambiato la strategia di comunicazione. Invece di lanciare avvertimenti allarmistici indicano le buone pratiche e diversi modelli per cambiare rotta…

Anch’io ritengo che questo sia l’approccio migliore. Torniamo all’oggetto della vostra inchiesta , cioè all’aumento delle temperature nei centri urbani. Le città si stanno riscaldando e continueranno a riscaldarsi. L’aumento della temperatura dipende in gran parte dalle dimensioni della città, dalla sua posizione geografica e da altri fattori sui quali non possiamo incidere. Ma per fortuna possiamo ricorrere a diverse azioni finalizzate a ridurre gli effetti negativi dell’aumento delle temperature.

Come la progettazione delle aree verdi?

Gli alberi isolati, i prati, i viali alberati o i tetti verdi non hanno un grande impatto sull’ambiente. Bisogna prendere in considerazione l’intero ecosistema locale, in cui le aree verdi si intrecciano con quelle acquatiche. Se le aree verdi sono sufficientemente grandi – come il parco Tivoli e il colle Grajski grič a Lubiana – possono incidere sulla circolazione dell’aria e far sì che si alzi il vento. Anche gli aspetti psicosociali delle aree verdi rivestono grande importanza, perché i fiumi, i parchi e gli alberi, oltre a rappresentare un ottimo rifugio dal caldo estivo, migliorano la qualità della vita nella città.

Quanto incide il traffico sul cambiamento climatico?

I mezzi di trasporto sono grandi inquinatori, anche se le particelle prodotte dai gas di scarico rimangono a terra e non hanno un grande impatto sul riscaldamento globale. Il traffico incide perlopiù indirettamente sull’aumento della temperatura nei centri urbani. Le automobili richiedono grandi infrastrutture, che mantengono a lungo il calore, come le strade, i parcheggi, i garage, etc. Anche l’asfalto conserva a lungo il calore. Esistono molte buone ragioni per ridurre il traffico, ma l’aumento della temperatura può essere limitato anche diminuendo il numero di parcheggi e usando i materiali che accumulano meno calore. Alcune città hanno cercato di arginare questo problema pitturando i tetti in bianco, e lo stesso si potrebbe fare con l’asfalto.

Prima ho dimenticato di menzionare un’altra misura importante per ridurre gli effetti negativi delle ondate di calore: la riqualificazione energetica degli edifici. Lubiana dispone di una rete di teleriscaldamento e sono sempre di più i cittadini che si riscaldano con il gas. Gli edifici connessi alla rete di teleriscaldamento immagazzinano grandi quantità di calore, ma non disponiamo di alcun sistema centralizzato e sostenibile di raffreddamento.

Tra le conseguenze dell’aumento della temperatura ha menzionato le alluvioni, che negli ultimi anni hanno più volte colpito sia Lubiana che Maribor. Come le città possono difendersi dalle alluvioni?

Le alluvioni rappresentano la maggiore minaccia per Lubiana, perché la città si trova in una valle, nella quale confluiscono le acque da tutte le direzioni. Il rischio di alluvione si presenta quando sulle Dolomiti di Polhov Gradec – che rappresentano la principale barriera orografica nell’area di Lubiana – si scatenano forti e intense precipitazioni. I ruscelli torrenziali, in particolare Gradiška e Mali Graben, aumentano velocemente di volume e l’acqua scende fino alla Palude di Lubiana. In passato l’acqua in eccesso veniva drenata velocemente grazie alla porosità del suolo. Oggi l’acqua non può essere drenata a causa della presenza di numerose costruzioni abusive e spesso raggiunge la città. Le conseguenze delle alluvioni possono essere mitigate attraverso la regolazione dei flussi d’acqua, le nuove forme di drenaggio urbano e un’azione coordinata con i comuni circostanti. Tuttavia, durante le ultime grandi alluvioni è emersa la mancanza di una vera collaborazione. Generalmente, la mancanza di collaborazione è il più grande ostacolo nella lotta ai cambiamenti climatici.

Una mancanza dovuta al fatto che gli effetti dei cambiamenti climatici interessano diversi settori?

Spesso è difficile stabilire chi è responsabile di che cosa. Noi realizziamo gli scenari del cambiamento climatico, non siamo decisori politici. Le aziende municipalizzate si occupano di manutenzione delle aree verdi e acquatiche, la cui progettazione viene affidata agli urbanisti e architetti paesaggisti. Le problematiche legate alla riqualificazione energetica degli edifici e alla riduzione delle emissioni di gas serra sono di competenza di altri settori, anche se tutti questi aspetti sono strettamente collegati tra di loro. È molto raro vedere climatologi, biologi, architetti e ingegneri collaborare allo stesso progetto e scambiare esperienze. Ci consoliamo con il fatto che in Slovenia non ci sono grandi città e che finora nemmeno a Lubiana si sono verificati effetti devastanti del riscaldamento globale. Tuttavia, i modelli climatici prevedono che, entro il 2050, i cittadini sloveni sperimenteranno numerosi effetti dei cambiamenti climatici, ai quali bisognerà adattarsi, e questo non sarà possibile senza un’azione sistematica a livello nazionale.

Mercoledì, 07 Novembre 2018

Testata/e:

Pod črto

Traduzione di:

Ivana Draganic | VoxEurop
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