Europa: vincitori e vinti nella lotta all’evasione fiscale

Come si lotta contro le dubbie pratiche fiscali dei Gafa e delle altre società europee? Una delle soluzioni proposte dall’Unione europea si basa sul progetto Ccctb.

Come si lotta contro le dubbie pratiche fiscali dei Gafa e delle altre società europee? Una delle soluzioni proposte dall’Unione europea si basa sul progetto Ccctb (Common Consolidated Corporate Tax Base, Base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società) ): il cui principio consiste nello stabilire una base comune consolidata delle imposte sulle società.

Il principio si declina in tre fasi:

  • armonizzare la modalità di calcolo delle imposte sulle società in tutti i paesi;
  • sommare profitti e perdite realizzati in tutte le zone. In questo modo, se una specifica società trasferisce volontariamente in Irlanda o in Lussemburgo, ad esempio, i propri profitti realizzati in Francia, gli stessi profitti saranno sommati a livello europeo;
  • in seguito, ripartire nuovamente questa base nei diversi paesi in funzione di criteri che riflettano l’attività reale delle società: i più citati solo il numero di dipendenti o la massa salariale, il fatturato e il totale delle attività a bilancio.

La Commissione persegue questo progetto dal 2001 e l’ha rinnovato nel 2016, senza tuttavia riuscire mai a trovare il sostegno politico necessario a realizzarlo. L’ultimo studio dell’istituto austriaco di ricerca economica (Wifo) permette di capirne immediatamente le ragioni.

Se, infatti, questo progetto non produrrebbe grandi cambiamenti per molti paesi europei, una tale messa in discussione delle pratiche di ottimizzazione fiscale aggressiva delle società redistribuirebbe invece fortemente la base fiscale delle imposte sulle società per alcuni paesi dell’Unione, creando grandi vincitori e grandi vinti.

Ovviamente i paradisi fiscali sarebbero fortemente coinvolti, i Paesi Bassi perderebbero circa il 35 per cento delle loro entrate fiscali, Irlanda e Lussemburgo un quarto. D’altro canto, la Spagna sarebbe il paese a trarne più vantaggio (un terzo di entrate in più), insieme alla Francia (15 per cento) e il Belgio (9 per cento).

Un cambiamento finanziario di questa portata provocherà una feroce opposizione dei paradisi fiscali europei quando, su un tema di questo tipo, sarebbe necessaria l’unanimità.

È imperativo che l’Europa trovi altri metodi...

Giovedì, 29 Novembre 2018

Traduzione di:

Andrea Torsello | VoxEurop

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