I numeri dietro alle parole del Presidente della Commissione Ue

Quali sono le parole più ricorrenti del discorso annuale del Presidente della Commissione al Parlamento europeo e cosa ci dicono sul presente e sul futuro dell’Unione?

Strasburgo, 12 settembre 2018: il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker tiene il discorso annuale sullo Stato dell'Unione. 

È diventata una tradizione anche nell’Ue, ispirata al discorso annuale che il presidente degli Stati Uniti rivolge al Congresso. Lo scorso 12 settembre il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha pronunciato il suo discorso sullo stato dell’Unione europea (abbreviato in inglese in SOTEU, State Of The European Union) al Parlamento europeo, a Strasburgo.

È la quarta, e probabilmente l’ultima volta, che Juncker si rivolge agli europarlamentari. A maggio dell’anno prossimo, infatti, verrà eletto un nuovo parlamento e a settembre quest’ultimo sarà verosimilmente impegnato nell’approvazione del nuovo gruppo di commissari indicati dagli stati membri.

Il discorso di quest’anno è comunque speciale e rappresenta per Juncker un’occasione per riepilogare i traguardi raggiunti e delineare una visione da lasciare in eredità all’Unione al termine del suo mandato.

Tra le nuove preoccupazioni evocate, l’ascesa dell’estrema destra e delle forze anti-Ue in Europa: da questo punto di vista il discorso di Juncker vuole essere una risposta politica alle paure dei cittadini e, allo stesso tempo, delineare la posizione delle istituzioni europee sui temi dibattuti dai leader dell’Ue. Tra questi:immigrazione, economia e politiche sociali e sulla posizione dell’Unione nel mondo.

Cosa ha detto Juncker e quali sono i temi sui quali ha insistito? Come l’anno scorso, abbiamo esaminato le parole scelte dal presidente della Commissione per evidenziare quelle usate con maggior frequenza, paragonandolo i risultati con SOTEU precedenti.

Al termine del discorso, un dibattito con i parlamentari europei ha dato il via al dialogo tra il Parlamento e il Consiglio dell'Ue sul programma di lavoro della Commissione europea per l’anno a venire

Benché possano apparire poco interessanti – soprattutto al di fuori della bolla di Bruxelles – i discorsi annuali sullo Stato dell'Unione sono una delle pochissime occasioni in cui il presidente della Commissione presenta in pubblico il lavoro che lui e i suoi colleghi hanno svolto e delinea la sua visione per i mesi a venire.

E' un'occasione simile ai discorsi di indirizzo politico generale che pronunciano i singoli capi di governo: proprio per questo è interessante analizzare più nel dettaglio il linguaggio e le parole che vengono usate nei discorsi sullo Stato dell'Unione. Sono parole che segnalano i concetti e i temi che dominano una determinata fase, e ciò su cui l'UE si concentra.

Le venti parole più utilizzate in tutti i discorsi

Le parole che ricorrono più spesso nel complesso dei discorsi sullo Stato dell'Unione (pronunciati a partire dal 2010), assieme alla loro frequenza.

Le dieci parole più utilizzate in ciascun discorso

Il grafico indica quante volte le parole più ricorrenti nell'insieme dei discorsi sono state pronunciate in ciascuna occasione, evidenziando in arancio e rosso le frequenze più alte.

Le parole relativamente più frequenti in ciascun discorso

La wordcloud mostra tutte le parole che sono allo stesso tempo molto presenti in uno dei discorsi e meno presenti nei discorsi degli altri anni (i termini ricorrenti sono stati eliminati).

Giovedì, 13 Settembre 2018

Traduzione di:

Andrea Torsello | VoxEurop
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