Incendi, le mafie ostacolano la lotta ai cambiamenti climatici

In Italia è il dolo la principale causa degli incendi. Spesso avvengono per opera della criminalità organizzata, che agisce per trarre profitto. Un fenomeno che incide negativamente sui cambiamenti climatici.

Pubblicato il: Dicembre 13th, 2023
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© MikeDotta/Shutterstock

Gli incendi sono fenomeni naturali: se molto rari, contribuiscono a rigenerare le foreste e a limitare la diffusione di parassiti, ma anche a ridurre l’accumulo di combustibile, come evidenzia la European environmental agency (Eea). Tuttavia quando sono grandi e frequenti, essi risultano particolarmente dannosi per l’ambiente, la biodiversità e la salute di chi abita nelle vicinanze.

Sono tanti i fattori che determinano l’insorgere di incendi, anche se negli ultimi decenni è diventato sempre più evidente il ruolo cruciale dei cambiamenti climatici, che innalzano le temperature e indeboliscono gli ecosistemi, rendendoli maggiormente vulnerabili. Nella maggior parte dei casi tuttavia è l’intervento umano, in ultima istanza, a determinarne l’insorgere. Non soltanto, la causa è spesso di natura volontaria e mirata. Gli incendi per ampliare le aree coltivabili, per favorire la speculazione edilizia, i roghi presso le discariche – come quello avvenuto pochi giorni fa nel comune di Ciampino, alle porte di Roma – sono tutti esempi di reato compiuto al fine di trarre un profitto.

L’Italia, paese mediterraneo e quindi naturalmente esposto a temperature elevate e siccità e conseguentemente anche agli incendi, aggravati poi ulteriormente dai cambiamenti climatici, è anche un paese che, soprattutto in alcune regioni, riporta una forte presenza di criminalità organizzata, spesso infiltrata nel settore edilizio e della gestione dei rifiuti. Un fattore che esacerba il problema degli incendi e rende ancora più difficile la lotta ai cambiamenti climatici.

Gli incendi dolosi in Italia

La protezione civile individua 3 possibili cause di incendio: naturali, colpose e dolose, più una categoria residuale che comprende tutti gli episodi rimasti inspiegati. Le cause naturali (estremamente rare) non sono legate ad alcun intervento umano e sono determinate da fenomeni come i fulmini e le eruzioni vulcaniche.

Sono invece gli incendi colposi e dolosi che vedono una partecipazione attiva dell’essere umano. Nel primo caso di matrice involontaria, dovuti a comportamenti irresponsabili e imprudenti (tra i più frequenti, i mozziconi di sigaretta abbandonati in prossimità di sterpaglie e i roghi agricoli degenerati). Nel secondo di matrice volontaria, con l’intento di arrecare danno.

Oltre al dolo dovuto a cause dubbie (che non si sono potute ricostruire), la protezione civile evidenzia due possibili cause di episodi di natura dolosa. Ovvero le manifestazioni di protesta, i risentimenti e l’insensibilità verso il bosco da una parte e la ricerca di profitto dall’altra. Rientrano in quest’ultima categoria gli incendi scatenati per ampliare il terreno coltivabile, per la speculazione edilizia e per il bracconaggio (caccia illecita). In altri casi, a scatenare gli incendi sono proprio le persone incaricate di spegnerli, per generare lavoro da svolgere.

Il fattore doloso rappresenta la causa preponderante in Italia. In un’analisi dettagliata relativa ai reati contro ambiente e paesaggio nel periodo 2006-2016, Istat ha rilevato inoltre che negli anni è aumentata la quota di incendi di natura dolosa rispetto a quelli di natura colposa. Per quanto riguarda specificamente le persone contro cui viene avviata un’azione penale per violazione in materia di incendio boschivo, ammontavano al 60,4% nel 2006, una quota che ha raggiunto il 72,2% nel 2015.

Gli incendi dolosi e la normativa italiana

Ogni anno nel nostro paese si verificano molti reati di questo tipo. Dai dati disponibili è difficile ricostruire la realtà degli incendi dolosi e il loro legame con la criminalità. Un modo è analizzare i dati raccolti da Istat, relativamente alle denunce. Quando si parla di denunce tuttavia è importante tenere presente che queste non restituiscono un’immagine completa del fenomeno. Infatti un loro aumento può anche derivare da un miglioramento del sistema di denuncia.

Dal 2018 in aumento le denunce per incendi boschivi

Le persone denunciate per incendio boschivo in Italia tra 2010 e 2021

Nota: I dati si riferiscono al numero di segnalazioni relative alle persone denunciate dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria, per il reato di danneggiamento seguito da incendio. I valori derivano dall’attività operativa delle forze di polizia e non seguono il successivo percorso giudiziario dei fatti segnalati. Il danneggiamento seguito da incendio è considerato dalla banca d’Italia uno dei “reati spia” utili a rilevare la presenza mafiosa nei vari territori del paese. Fonte: elaborazione Openpolis su dati Istat.

Il numero più elevato di denunce per danneggiamento seguito da incendio si rileva in Sicilia (244), in Lombardia (195) e in Puglia (134). Tuttavia se messo in rapporto con il numero di residenti, l’incidenza maggiore è in Calabria, con 5,27 denunce ogni 100mila abitanti. Seguono la Sicilia (5,05), la Sardegna (4,65) e la Puglia (3,41). A risultare maggiormente colpite sono quindi le regioni meridionali, dove tradizionalmente si rileva anche una maggiore presenza di criminalità organizzata di stampo mafioso.

Original source: https://www.openpolis.it/incendi-la-criminalita-ostacola-la-lotta-ai-cambiamenti-climatici/

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