I parlamentari europei non stanno parlando di affari europei

Abbiamo analizzato i tweet lanciati nell’ultimo mese dai parlamentari europei di Francia, Italia, Spagna e Germania e abbiamo scoperto che si parla ben poco di questioni europee. Colpa dello stallo nella formazione della nuova Commissione europea?

Tanti sono i temi che preoccupano i cittadini europei: dall’immigrazione al cambiamento climatico, dal welfare ai temi economici, dagli affari esteri alla tutela dei diritti. I parlamentari europei eletti lo scorso maggio, però, sembrano non essere particolarmente interessati a discutere di questioni europee, ma sono invece più propensi a lasciarsi trascinare dai dibattiti interni ai propri paesi di provenienza. 

Le cinquanta parole utilizzate più di frequente dagli europarlamentari spagnoli nell’ultimo mese su Twitter dimostrano che le elezioni nazionali dello scorso 12 novembre hanno monopolizzato il dibattito anche tra gli eletti al parlamento di Strasburgo. Tra le parole più twittate saltano all’occhio: “gobierno”, “Vox”, “Sánchez” e “Cataluña”. Pochissime invece le espressioni strettamente riconducibili all’ambito degli affari europei.

Ma se l’incombenza di un evento come le elezioni nazionali può giustificare l’intensa produzione di cinguettii “poco europei”, ci si aspetterebbe che gli europarlamentari degli altri paesi focalizzassero la propria comunicazione su faccende di interesse più generale. Invece, anche tra i tweet postati dagli europarlamentari italiani, spiccano parole strettamente connesse a questioni interne, come “scudo” (abbreviazione di “scudo penale”, termine legato alla questione dello stabilimento ILVA di Taranto), “tasse” (in relazione al Decreto Fiscale del governo Conte) e nomi di politici attivi a livello nazionale.

 

Un po’ più aperte ai temi europei le wordclouds che riguardano i tweet dei parlamentari francesi e tedeschi, anche se le parole più frequenti risultano essere piuttosto vaghe (“parlamento”, “commissione”, “europeo”). Non compaiono termini particolarmente specifici che riguardino i principali temi europei, se non qualche cinguettio in merito alla questione climatica e del lavoro.

In tutte le wordclouds analizzate, assume sempre grande rilevanza il nome della nazione di origine degli europarlamentari in questione. Un dato che potrebbe indicare la naturale propensione dei rappresentanti a favorire gli interessi nazionali all’interno delle istituzioni europee, e che allo stesso tempo indurrebbe a pensare che gli interessi collettivi finiscano per essere messi in ombra. Tuttavia, la focalizzazione del dibattito su temi di carattere nazionale potrebbe essere anche dovuta alla lentezza del processo di formazione della nuova Commissione europea.

Sono passati più di cinque mesi dalle elezioni europee, ma l’insediamento dei nuovi commissari è slittato fino alla seconda metà di novembre. Il blocco istituzionale ha causato a sua volta una certa immobilità nelle scelte e nelle azioni della Commissione uscente che nei mesi di transizione si è occupata prevalentemente di affari correnti e non ha potuto prendere particolari iniziative. 

Traduzioni disponibili
Giovedì, 14 Novembre 2019

Autore/i:

Gianluca De Feo

Testata/e:

OBC Transeuropa
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