La mancanza di fiducia è un ostacolo alla riforma dell'UE

Gli sforzi di riforma e di avanzamento dell'integrazione europea sono bloccati da una "mancanza di fiducia".

Maria Demertzis, vice direttrice del think tank Bruegel, ritiene che "gli sforzi in atto per riformare e far progredire l'integrazione europea sono bloccati da una mancanza di fiducia che si riferisce (almeno ) a due questioni specifiche: la mancanza di fiducia tra i paesi e la mancanza di fiducia dei paesi nei confronti delle istituzioni europee".

Per gettare la basi di questa fiducia Demertzis suggerisce innanzitutto un miglioramento della "qualità della governance istituzionale". Ma, anche se "l'UE ammette l'importanza di istituzioni di buona qualità. […] sin dalla sua genesi, nel 1957, i paesi che ne fanno parte sono molto diversi da questo punto di vista. E ogni volta che questo circolo si è allargato includendo nuovi membri, questo avvenuto con la speranza di aiutare i ritardatari a riformarsi". Resta il fatto che "l'UE non è riuscita a promuovere la convergenza in materia di governance. O, come alcuni sostengono, che il progresso sta regredendo, erodendo la fiducia e la volontà di lavorare insieme".

Demertzis suggerisce pertanto di "mettere in atto un Governance Performance Monitor (Monitoraggio delle prestazioni in materia di governance, GovPM), che consenta di valutare, monitorare e promuovere la convergenza verso frontiere stabilite", così come la Macroeconomic Imbalance Procedure (procedura per gli squilibri macroeconomici) controlla e contribuisce a riformare le nostre economie. "Gli strumenti utilizzati per l’applicazione della disciplina economica e la cooperazione devono essere utilizzati anche per quanto riguarda la riforma istituzionale. Se la governance può essere migliorata in modo dimostrabile, i risultati economici miglioreranno e seguirà la fiducia", scrive Demertzis.

Sabato, 05 Maggio 2018

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VoxEurop
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