Gli italiani sono il popolo con la percezione più distorta

Gli italiani intervistati da Ipsos pensano che "gli immigrati in Italia rappresentino il 30% della popolazione, mentre i dati reali registrano un 7%". Nessun altro popolo occidentale si sbaglia così di grosso.

The Perils of Perception - Why We're wrong About Nearly Everything è uno studio Ipsos, diventato poi un libro a firma di Bobby Duffy, uscito lo scorso 6 settembre. Analizzando il periodo dal 2014 al 2017, il lavoro mette in luce fino a che punto le persone si sbagliano a proposito delle principali realtà sociali del loro paese. Questo lavoro fa parte di un progetto più ampio realizzato in 40 paesi.

Lo studio specifico è stato condotto in 13 paesi: Italia, Francia, Belgio, Belgio, Spagna, Polonia, Regno Unito, Germania e Svezia (in Europa) e Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Canada e Australia.

L'indagine si basa su 50.000 interviste e 28 domande su temi quali i livelli di immigrazione, i tassi di criminalità, le gravidanze in età adolescenziale, i livelli di obesità, la felicità delle persone, i tassi di disoccupazione, il possesso di smartphone e molte altre realtà sociali.

Secondo il sondaggio gli italiani si sbagliano molto e su molti aspetti della loro società. Ad esempio, "gli italiani intervistati pensano che il 49% dei loro connazionali in età lavorativa siano disoccupati, mentre in realtà si tratta del 12%" o, ancora, che "gli immigrati in Italia rappresentino il 30% della popolazione, mentre i dati reali registrano un 7%".

Gli svedesi sono invece dalla parte opposta della classifica: "hanno indovinato che il 32 per cento dei detenuti in Svezia sono immigrati, a fronte di un dato reale del 31 per cento".

"Perché l'Italia è molto peggiore della Svezia? Abbiamo esaminato molte possibili spiegazioni nel libro: tutto, dal sistema educativo, alla natura dei media e della politica, ai livelli di fiducia e agli atteggiamenti di governo. E uno dei pochissimi fattori che sembra essere correlato è quanto il paese sia "emotivamente espressivo", cioè se la gente del paese tende a litigare a voce alta, toccarsi e ridere molto. Può sembrare strano, ma dobbiamo ricordare che le nostre ipotesi su queste domande sono in parte emotive: inviano un messaggio su ciò che ci preoccupa. Se l'immigrazione è una grande preoccupazione spariamo numeri alti, anche se in realtà i livelli di immigrazione sono molto più bassi. Le nostre percezioni errate riguardano tanto le nostre emozioni quanto la nostra ignoranza dei fatti, e quindi non sorprende che i paesi emotivamente espressivi abbiano percezioni più esagerate", ha spiegato Bobby Duffy.